Le Metodologie

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Questi , vengono utilizzati per personalizzare l’esplorazione degli utenti e raccogliere informazioni automatiche di accesso e di utilizzo del sito.

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Sì è possibile bloccare o consentire i cookie in tutti i siti Web oppure scegliere i siti per i quali sono consentiti.

E’ opportuno bloccare tutti i cookie?

Non necessariamente. Il blocco di tutti i cookie può effettivamente contribuire a proteggere la privacy, ma limitare le funzionalità disponibili in alcuni siti Web. È pertanto consigliabile scegliere i siti Web per i quali consentire i cookie. È quindi possibile bloccare inizialmente tutti i cookie e quindi consentire quelli necessari per i siti considerati attendibili.

Che cosa sono i cookie temporanei?

I cookie temporanei (o cookie della sessione) vengono rimossi dal computer alla chiusura del browser. Vengono utilizzati per archiviare informazioni temporanee, ad esempio gli articoli presenti nel carrello.

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I cookie permanenti (o cookie salvati) rimangono memorizzati nel computer anche dopo aver chiuso il Browser di navigazione. Vengono utilizzati per archiviare informazioni, ad esempio il nome e la password di accesso, in modo da evitare che l’utente debba ridigitarli ogni volta che visita un sito specifico. I cookie permanenti possono rimanere nel computer per giorni, mesi o persino anni.

Che cosa sono i cookie dei siti web visualizzati?

I cookie dei siti Web visualizzati derivano dal sito Web visualizzato e possono essere permanenti o temporanei. Possono essere utilizzati per archiviare informazioni che verranno riutilizzate alla successiva visita del sito.

Che cosa sono i Cookie tecnici?

I cookie tecnici sono quelli utilizzati al solo fine di "effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell'informazione esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente a erogare tale servizio" (cfr. art. 122, comma 1, del Codice).

Essi non vengono utilizzati per scopi ulteriori e sono normalmente installati direttamente dal titolare o gestore del sito web. Possono essere suddivisi in cookie di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web (permettendo, ad esempio, di realizzare un acquisto o autenticarsi per accedere ad aree riservate); cookie analytics, assimilati ai cookie tecnici laddove utilizzati direttamente dal gestore del sito per raccogliere informazioni, in forma aggregata, sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito stesso; cookie di funzionalità, che permettono all'utente la navigazione in funzione di una serie di criteri selezionati (ad esempio, la lingua, i prodotti selezionati per l'acquisto) al fine di migliorare il servizio reso allo stesso.

Per l'installazione di tali cookie non è richiesto il preventivo consenso degli utenti, mentre resta fermo l'obbligo di dare l'informativa ai sensi dell'art. 13 del Codice, che il gestore del sito, qualora utilizzi soltanto tali dispositivi, potrà fornire con le modalità che ritiene più idonee.

Che cosa sono i cookie di terze parti?

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Pulsanti per i social network

Al fine di creare i pulsanti per i social media, tra cui Twitter, Facebook e YouTube, e collegarli ai corrispondenti social network e siti esterni, sono presenti sulle nostre pagine degli script provenienti da domini non soggetti al nostro controllo. Tali siti potrebbero raccogliere informazioni sugli spostamenti dell’utente in Internet e nell’ambito del nostro sito in particolare.

Se si fa clic su uno o più di questi pulsanti, i siti di cui sopra registrano tale azione e potranno fare uso delle relative informazioni. Per informazioni precise sull’utilizzo che tali siti fanno delle informazioni raccolte dagli utenti, e per sapere come eliminarle o evitare che esse vengano raccolte, consultare le informative sulla privacy di ciascuno dei siti in oggetto

Open Space Technology

L’Open Space Technology (OST) è stato creato nella metà degli anni ’80 da un esperto americano di scienza delle organizzazioni, Harrison Owen, che realizzò che le persone che partecipavano alle sue conferenze apprezzavano più di ogni altra cosa i coffee break.

COME FUNZIONA

I seminari organizzati secondo la metodologia OST non hanno relatori invitati a parlare, programmi predefiniti, o espedienti organizzativi. Al contrario i partecipanti, seduti in un ampio cerchio, apprendono nell’arco della prima mezz’ora come faranno per creare la propria conferenza. Chiunque intende proporre un tema per il quale prova sincero interesse, si alza in piedi e lo annuncia al gruppo, e così facendo assume la responsabilità di seguire la discussione e di scriverne il resoconto. Quando tutti gli intenzionati hanno proposto i propri temi, viene dato avvio alla prima sessione di lavoro e si comincia. Alla fine della giornata sarà distribuito ai partecipanti il resoconto di tutte le discussioni svolte.

I 4 PRINCIPII

Ci sono solo pochi elementi che guidano l’evento. Quattro principii:

  1. Chi partecipa è la persona
  2. Qualunque cosa succeda va bene;
  3. Quando si inizia si inizia;
  4. Quando si finisce si finisce.

E la legge dei due piedi: “se ti accorgi che non stai né imparando né contribuendo alle attività, alzati e spostati in un luogo in cui puoi essere più produttivo”.

CHE COSA SUCCEDE

All’interno dell’OST vengono riconosciuti comportamenti che tutti tendiamo ad assumere in situazioni collettive, semplicemente viene predisposto un contesto in cui le buone maniere sono temporaneamente ribaltate: non è scortese spostarsi da un luogo all’altro, anche mentre qualcuno sta parlando, e non lo è allontanarsi da un gruppo di lavoro se ci si vuole intrattenere con qualcuno. Ci sono due metafore che vengono evocate e incoraggiate nell’OST, il bombo e la farfalla. Il bombo è rumoroso, si sposta da un luogo all’altro, e tende a impollinare, fertilizzando i luoghi in cui si posa; la farfalla, anch’essa in continuo movimento, è silenziosa e gradevole, e crea degli spazi di distensione e di relax per gli altri partecipanti.

In sintesi nell’OST gli unici responsabili di un evento noioso o poco stimolante sono i suoi stessi partecipanti, e questa consapevolezza, inspiegabilmente, rende i lavori più intensi, appassionati e produttivi. Nessuno è totalmente in controllo di ciò che sta succedendo, ma il risultato è di straordinaria creatività e responsabilizzazione.

Negoziazione 1 - Il metodo dell'Alternative Dispute Resolution

I metodi di trattativa possono essere diversi a seconda delle situazioni, ma si suppone che possiedano tre requisiti:

  1. devono portare a un accordo ragionevole, se l'accordo è possibile;
  2. devono essere efficienti;
  3. dovrebbe migliorare, o almeno non danneggiare, i rapporti fra le parti.

LA NEGOZIAZIONE POSIZIONALE

Una delle possibilità è quella di instaurare una negoziazione posizionale, cioè una trattativa in cui ciascuna delle parti prende una posizione, la difende e fa concessioni per raggiungere un compromesso.

Le parti in causa tendono ad attestarsi su delle posizioni e rivendicazioni e non si avventurano a esplorare gli interessi che stanno a monte.

È questo un tipo di negoziazione molto diffuso, che avviene generalmente per tre ordini di ragioni:

  1. permette di comunicare con facilità che cosa si vuole e offre un'ancora a cui aggrapparsi in situazioni di incertezza e sotto pressione;
  2. più si va avanti con un approccio posizionale e più diventa difficile cambiarlo: le parti concentrano sempre più la propria attenzione a chiarificare le proprie ragioni, a difenderle dagli attacchi, sempre più si arroccano sulla posizione iniziale come tentativo di "salvare la faccia", insieme alla posizione;
  3. per uscirne bisogna adottare una serie di comportamenti controintuitivi e cioè fare l'opposto di ciò che spontaneamente faremmo.

La negoziazione posizionale può essere efficace, ma solo nelle situazioni relativamente semplici, in cui la posta in gioco è una, ben definita, e la contrattazione consiste nel tentativo di avvicinare la posta alla propria posizione. E' il caso emblematico del commerciante e dell'acquirente.

Quando invece la situazione è complessa, questo tipo di approccio può presentare forti limiti: più a lungo dura e più spinge le controparti a tirare in lungo, a minacciare l'abbandono, a rafforzare le proprie posizioni, lasciando sullo sfondo le preoccupazioni e gli interessi più generali sottostanti.

Gli accordi che ne derivano tendono ad essere vie di mezzo tra le due posizioni oppure conducono al prevalere del negoziatore forte (che vede la controparte come un avversario e enfatizza come scopo la vittoria) su quello debole (che vede la controparte come un amico e enfatizza la necessità di mettersi d'accordo).